Waynaut: le nostre lessons learned in questi cinque anni

Matteo Lo Manto, UX Product Manager & Co-Founder di Waynaut | 25 maggio 2016

Cinque anni di storia, due round di funding e un graduale affinamento del business model nel corso di questi anni. Centinaia di ore di meeting e brainstorming, migliaia di ore lavoro di programmazione e sviluppo, a volte anche notturne, più di 200 presentazioni a potenziali clienti e partner oltre che diverse birre e narghilè consumati nei friday meeting, ormai diventati una tradizione aziendale.

Questi siamo noi e queste di seguito sono le nostre lessons learned.

Costruire una squadra forte
Una delle prime lezioni che abbiamo imparato è stata l’importanza di costruire una squadra forte. La forza del team deriva da molti fattori, in particolare la diversità, la comunicazione, e la celebrazione dei propri successi.

Innanzitutto, abbiamo costruito una squadra molto variegata: diverse sono le culture, gli stili di vita e le età che si incontrano in Waynaut creando un insieme che ci piace definire “olistico”. Infatti avere più punti di vista nel proprio team è fondamentale: un esempio su tutti, durante le sessioni di brainstorming è di grande utilità poter analizzare ogni argomento da varie prospettive per riuscire ad arrivare ad una soluzione creativa e originale. In secondo luogo, una squadra composta da persone che si conoscono e comunicano bene tra loro funziona sicuramente meglio di una che non comunica o comunica poco. Per questo ci siamo cimentati in alcuni esercizi di team-building: uno dei primi è stato il cosiddetto Myers Briggs Type Indicator Test, che serve a posizionare ogni partecipante in uno tra 16 diversi tipi di personalità. Ad esempio, alcune persone preferiscono raccogliere tantissimi dati prima di prendere una decisione, mentre altri optano per un approccio più intuitivo. Ovviamente, non esiste un modo giusto o sbagliato di agire: anzi, in una startup avrete bisogno di tutti i tipi di personalità.

Costruire il MVP e… ascoltare il cliente
Una lezione di importanza vitale che abbiamo imparato in questi anni è stato come costruire il Minimum Viable Product (MVP). È una questione più delicata di quanto si possa pensare, perché si tratta di individuare e separare le caratteristiche fondamentali del tuo prodotto da quelle che invece non sono cruciali. Inizialmente, Waynaut – che ancora non aveva questo nome! – si focalizzava sul business B2C, perciò abbiamo cercato di costruire un MVP che avesse una vasta copertura geografica e molti mezzi di trasporto. Tuttavia, presto ci siamo resi conto che dovevamo fare un passo indietro e concentrarci, per cominciare, su una sola città, nel nostro caso Milano – in questo modo siamo riusciti a far funzionare il nostro algoritmo costruendo un semplice prototipo col quale abbiamo selezionato i modi più economici e veloci per muoversi nella città meneghina.

Dopo aver testato il prototipo sul mercato, abbiamo ricevuto dai nostri clienti un feedback puntuale che è stato illuminante per continuare lo sviluppo del prodotto. Difatti, ci ha fatto capire che avevamo bisogno di riposizionare l’azienda: passare dal B2C al B2B: quindi dopo un anno e mezzo, abbiamo ribattezzato l’azienda “Waynaut” e abbiamo continuato a sviluppare il prodotto fino ad oggi. Abbiamo imparato ad ascoltare i nostri clienti e a farci guidare da loro, ma soprattutto a mantenere una mente aperta al cambiamento.

Massimizzare l’esposizione
La lezione finale è una delle più dure per una start-up, ovvero quella di massimizzare la propria esposizione in un mercato in cui tutti i player, grandi e piccoli, sono in lotta per attirare l’attenzione del cliente (e degli investitori). Abbiamo imparato presto a investire nelle poche fiere di settore davvero importanti che ci avrebbero aiutato a farci notare, iscrivendoci come espositori alle fiere più piccole, come Travel Technology Europe (TTE) e Travel Distribution Summit (TDS), e come semplici partecipanti alle manifestazioni di massa, come la ITB di Berlino, in modo da essere liberi di muoverci tra le sale e incontrare partner e clienti. Infine, ma non meno importante, abbiamo coordinato il nostro piano di eventi con un piano attivo sui social media, generando nel tempo attenzione ed entusiasmo verso gli eventi.

Celebrare i successi
Infine, ci piace celebrare i nostri successi. Che si tratti del lancio di nuovi prodotti o della crescita del business nel tempo, è importante per una startup enfatizzare ogni obiettivo realizzato, per creare nel team una sensazione di realizzazione. Per questo, durante i nostri incontri trimestrali e le sessioni biennali di pianificazione fuori sede ci prendiamo il giusto tempo per riconoscere e festeggiare i passi importanti della nostra azienda.

(Photo: Part of Waynaut team at Sabre Destination Hack, London)