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“Sì, viaggiare, evitando le buche più dure…”

Redazione di NewsFromThePlatform | 11 novembre 2015

Così cantava Battisti qualche anno fa… e se allora ad illuminare la strada per sapere dove andare era la luce dei fari, oggi ad illuminare è la luce degli smartphone e dei tablet… Ispirazione, ricerca, prenotazione (viaggio, albergo, cene, concerti). Ma anche condivisione di emozioni, foto, recensioni e opinioni. Tutto con pochi click. Semplici e veloci azioni che oggi valgono ben 9,5 miliardi. Il turismo digitale, secondo l’Osservatorio Innovazione Digitale nel Turismo della School of Management del Politecnico di Milano è oggi pari al 19% del mercato totale (17% nel 2014), 1/5 del transito su Internet. E se in questo momento a fare la parte del leone sono i trasporti (72% del totale), l’acquisto degli alberghi (direttamente sul web o con le OTA – Online Travel Agency), i pacchetti e le esperienze stanno crescendo. Il turista digitale è sempre di più alla ricerca di servizi anche in mobilità, tanto che forse perdere lo smartphone è un danno peggiore dello smarrimento della valigia!

Sempre secondo l’Osservatorio del Politecnico, si stima che nel 2015 gli acquisti per turismo e viaggi in Italia supereranno i 51 miliardi di euro (considerando sia gli italiani che restano in Italia o che vanno all’estero, sia gli stranieri che vengono in Italia). Si registra così una crescita del 3% sul 2014, generata dalla componente tradizionale (+1%, a differenza di una sostanziale stabilità nel 2014), ma soprattutto dalla componente più innovativa che passa attraverso i canali digitali (+11%), facendo aumentare il peso del mercato digitale sul mercato complessivo del turismo.

Questo conferma quanto recentemente emerso nel convegno “Digitale X la crescita” organizzato da Ernst&Young a Capri: non esiste settore che non possa beneficiare della rivoluzione digitale, ma quello del turismo non può più farne a meno. Negli anni ‘70 l’Italia, con 13 milioni di visitatori, era davanti a Stati Uniti e Francia nella classifica mondiale dei paesi più visitati. Oggi, dopo 40 anni l’Italia, il Paese con la più alta concentrazione di monumenti, arte e bellezze paesaggistiche, è quinta in classifica con con “soli” 49 milioni di viaggiatori.

Come fare a ritornare sul podio? Le strade sono molte, ma si stima che solo la digitalizzazione dell’industria del turismo permetterebbe di recuperare competitività e incrementare il giro d’affari dell’economia di 4 miliardi. Allora ecco che il digitale, nel settore del turismo, diventa un driver potente.

Il mondo del turismo digitale va quindi presidiato attentamente perché l’attività del digital tourist si sta articolando sempre di più e richiede di conseguenza un’offerta complessa, sia durante il viaggio che nelle fasi successive. Si passa perciò da una dimensione di consumer a quella di prosumer, cioè produttore di contenuti, commenti, consigli ed experience: il turista digitale dice la sua e contribuisce a partecipare a un’esperienza di viaggio sempre più condivisa e condivisibile, tanto che la nuova frontiera del turismo passa anche per la smart hospitality.

Imprescindibile per gli operatori aprirsi alla trasformazione dei comportamenti e dei gusti per seguire le nuove tendenze create dall’intermediazione online. Si pensi all’effetto della nascita di un player come Airbnb. La società californiana che organizza l’affitto temporaneo di camere e appartamenti sta già realizzando numeri importanti in tutto il mondo. Basti pensare che dal 2008 ad oggi i viaggiatori che hanno soggiornato con Airbnb in Italia sono quasi 3 milioni. E’ per questo che anche in una delle più grandi fiere internazionali dedicate al turismo, TTG Incontri, è stato dato ampio spazio ai modelli di business sostenuti dalle nuove tecnologie. Da società specializzate in soluzioni tecnologiche per il turismo, come organizzazione di viaggi, prenotazione di hotel e strutture ricettive, a società che sviluppano piattaforme per condividere in un’unica bacheca le esperienze di una vacanza (foto, video, testi, post…).

Il turismo digitale è un settore in rapida evoluzione. E gli operatori tradizionali non possono più attendere, considerando che anche i nuovi player sono già alle prese con operazioni straordinarie per rimanere competitivi. Per esempio, il portale britannico di viaggi luxury Secret Escapes ha comprato la rivale tedesca Travista per acquisire così un posto d’eccellenza nella prenotazione di viaggi online in quella che è la destinazione più ambita dai turisti europei dopo la Spagna (secondo la German National Tourist Board) e diventare sempre più globale. Anche Tripadvisor, per ampliare la sua offerta, ha acquisito nell’ultimo anno diverse società come IENS, una piattaforma di recensioni e prenotazione di ristoranti olandese, e BestTables, l’equivalete spagnola. Ma non solo, la grandezza economica di questo settore fa gola anche ai colossi che il digitale lo presidiano da sempre. Come nel caso di Google, che ha deciso di trattenere le commissioni sulla prenotazione degli hotel – dato che moltissimi turisti digitali iniziano il loro viaggio “googlando”. Booking.com, Expedia e gli altri big dell’intermediazione virtuale dovranno per forza fare i conti con il più grande motore di ricerca al mondo, che probabilmente presto farà lo stesso per i voli aerei. Le agenzie dovranno allora riorganizzarsi e ricollocarsi sul mercato.