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Startup innovative italiane: a marzo sono più di 10mila

Redazione di NewsFromThePlatform | 29 marzo 2019

Le startup innovative hanno superato la soglia delle 10mila unità. Per il Venture Capital è una buona notizia: perché maggiore è il bacino di aziende da cui pescare, maggiore è la possibilità di migliorare la qualità del portafoglio di investimento. Insomma, si tratta di un ulteriore elemento capace di alimentare il circolo virtuoso di un ecosistema che finalmente dà segnali di una solidità strutturale. Il numero delle startup innovative è quello del Registro delle Imprese, che ne conta 10.028 (11.039 inglobando anche le PMI innovative). A livello geografico, la parte del leone la fa la Lombardia con 2.525 startup, seguita dal Lazio (1.116) ed Emilia Romagna (a quota 888), quarta in classifica, e prima regione del Sud, la Campania con 783 nuove imprese innovative.

Identikit delle startup made in Italy

Si fa sempre un gran parlare di startup, ma chi sono quelle italiane? In numeri, società che vantano un valore della produzione prossimo al miliardo di euro e che hanno creato oltre 12mila posti di lavoro. Più tecnicamente, a poter ottenere lo status di startup innovative, in base al decreto legge 179/2012, sono le società di capitali costituite da meno di cinque anni, con fatturato annuo inferiore a cinque milioni di euro, non quotate e in possesso di determinati indicatori relativi all’innovazione tecnologica previsti dalla normativa nazionale (qui la policy del Mise al riguardo). A fare un identikit delle giovani imprese innovative italiane è Infocamere che pubblica trimestralmente un report di sintesi. Nell’ultimo, che fotografa la situazione a fine 2018, il numero di startup innovative censito era di 9.758. Il capitale sociale sottoscritto complessivamente era di 489,3 milioni di euro, in media 50.140 euro a impresa.

I settori di attività

Il 72,2% delle startup innovative fornisce servizi alle imprese (in particolare, produzione di software e consulenza informatica, R&S, attività dei servizi d’informazione); il 18,6% opera nel manifatturiero (su tutti, fabbricazione di macchinari, di computer e prodotti elettronici e ottici, di apparecchiature elettriche), mentre il 3,8% è attivo nel commercio. In alcuni settori economici l’incidenza delle startup innovative sul totale delle nuove società di capitali è particolarmente rilevante: sono startup innovative il 33,6% delle nuove aziende che fabbricano computer; il 34,3% di quelle che producono software e addirittura il 66,1% di quelle che fanno ricerca e sviluppo. Un dato che mostra in maniera inequivocabile che l’innovazione sia tutta concentrata qui.

Le startup sono giovani, ma non molto en rose. Quelle in cui le quote di possesso e le cariche amministrative sono detenute in maggioranza da donne sono 1.300, il 13,3% del totale: incidenza nettamente inferiore rispetto al 22,2% osservato prendendo in esame l’universo delle neo-società di capitali. Invece, le startup innovative a prevalenza giovanile (under 35) sono 2.033, il 20,8% del totale: oltre il 3% in più rispetto al valore riscontrato tra le nuove aziende non innovative.

Milano, Roma e Napoli sul podio dell’innovazione

Milano è di gran lunga la provincia in cui è localizzato il numero più elevato di startup innovative: a fine settembre 2018 erano ben 1.687, il 17,3% del totale nazionale. Al secondo posto compare Roma, che continua a crescere e tocca quota 969 (9,9%), seguita da Napoli con 344 (3,5%) e Torino (319, 3,3%). Le startup hanno creato 12.818 posti di lavoro, con un numero medio di dipendenti per startup pari a 3,2. Inoltre, in media ciascuna startup ha 4,3 soci, contro i 2,1 riscontrati tra le altre nuove imprese comparabili.

Quasi la metà è già in utile: e genera maggior valore aggiunto della media italiana

Quanto ai bilanci, lo studio di Infocamere deve far riferimento a quelli del 2017, disponibili solo per il 60,3% delle startup iscritte al 31 dicembre 2018: la produzione complessiva ammonta a 911.775.318 euro e quello medio per impresa a circa 155mila. Numeri che mostrano un lieve calo trimestre su trimestre: ma che non deve stupire né preoccupare perché del tutto fisiologico. Lo spiega la stessa Infocamere: “nel corso degli ultimi tre mesi ha abbandonato la sezione speciale un gran numero di startup innovative con fatturato relativamente elevato”. Le nuove iscritte, per definizione più piccole perché neonate, non sono riuscite a compensare. In generale per sua stessa natura il Registro Imprese mostra un turnover elevatissimo e una popolazione fatta di soggetti per lo più micro: l’età media delle 186 startup innovative che al 31 dicembre 2018 riportano un fatturato superiore a 1 milione di euro (per un valore complessivo di ben 359 milioni di euro), era di 3 anni e 10 mesi.

Le stesse ragioni stanno alla base del fatto che il 55,4% delle società di cui parliamo abbiano riportato un rosso in bilancio (contro il 33% della media generale delle società non innovative). Società in fase di avviamento e ad alto contenuto di tecnologia bruciano cassa per definizione. Ma la restante parte (44,6%) che segnala un utile di esercizio genera in media maggior valore aggiunto: per ogni euro, 38 centesimi contro 28.