Startup: coinvolgere e motivare i talenti migliori per far crescere l’impresa

Giuseppe Donvito, Partner P101 | 24 febbraio 2016

Coinvolgere i collaboratori nel nostro progetto avendo poco tempo e poche risorse a disposizione è un’attività spesso critica, perché fa la differenza tra una “semplice” buona idea e un’azienda ben costruita, che funziona – che poi è l’unica categoria in cui il Venture Capital crede e investe. Un tema raccontato bene qui da Brandon Landis di Responster, che riprendiamo e commentiamo, per condividere con i giovani imprenditori una serie di suggerimenti… validi da sempre.

Ogni azienda infatti – vecchia o nuova che sia – trova nel coinvolgimento e nell’entusiasmo dei propri collaboratori uno dei motori più importanti della propria crescita. Questo vale ancora di più per le startup, che non possono prescindere dal creare un team motivato e competente, formato da persone che credano nel progetto più che in importanti remunerazioni. Impegnarsi in un efficace programma di employee engagement, per mantenere questa fiamma sempre più viva e accesa, potrebbe rischiare di sembrare una contraddizione: fondi e tempo sono pochi, ma questo elemento è vitale.

Gary Vaynerchuk, CEO di VaynerMedia e guru dei social media, suggerisce prima di tutto di partire dal corretto assunto che non puoi aspettarti che i tuoi dipendenti trasformino quello che è il tuo business nella loro ragione di vita. Infatti, alla fine dei giochi, l’interesse primario e la soddisfazione personale più grande sono molto più tuoi che loro, quindi non sarebbe realistico chiedere di impegnarsi esattamente quanto te. Una startup, in fondo, è un po’ come un figlio: il tuo amore per lei sarà 10/10, ma non puoi chiedere ai tuoi amici di amarla esattamente quanto te. Il meglio che puoi aspettarti dai dipendenti è un 8 o un 9.

Vaynerchuk consiglia quindi di cercare persone che possano arrivare in azienda con una “passione verso il progetto che stia tra il 5 e il 7 su 10, che col tempo possono diventare 8 e 9 grazie alla capacità di motivarli trasmettendo correttamente la propria visione.

Ma come trasformare un engagement di 5 su 10 in uno da 8 su 10?

Essere cheerleader… ossia mostrarsi entusiasti

Fondamentale mostrarsi interessati alle attività quotidiane dei collaboratori, monitorando in maniera non invadente i singoli compiti e le sfide di ciascuno in modo da dimostrare di essere presenti quando serve. Un piccolo stimolo in più? Prova a dire qualcosa di carino ogni giorno ai tuoi collaboratori: ci vogliono pochi secondi, ma fa una grande differenza nella percezione dell’ambiente di lavoro. Allo stesso modo, limita le occasioni di feedback negativo. O meglio: se state chiacchierando o confrontandovi su altro, rimani concentrato su quello e rinvia l’eventuale feedback negativo ad un momento dedicato. Infine, poniti tu per primo come esempio: di entusiasmo, di dedizione e di attenzione.

Organizzare eventi che non abbiano nulla a che fare con il lavoro

Gli eventi di employee engagement sono sempre più diffusi, ma non sono da confondere con i laboratori di team building. L’obiettivo dell’employee engagement è spingere il team a coltivare sentimenti positivi verso l’azienda e migliorare la percezione delle attività giornaliere. Per sapere quali sono le attività migliori per coinvolgere i tuoi dipendenti… ti basterà chiederlo direttamente a loro. Chiedi cosa amano fare quando non sono a lavoro, come trascorrono le serate e i fine settimana. Se condividono alcuni interessi, il lavoro sarà facile: basterà pensare ad un evento direttamente collegato a questi. Se in ufficio molti amano il cinema, organizza un cineforum. Tutti musicisti? Sfida l’ufficio a scrivere e registrare una canzone in un pomeriggio. Insomma, qualcosa di creativo. Se invece non hanno interessi comuni, si possono prendere in considerazione delle attività più generali: dal talent show interno a sessioni settimanali in cui un dipendente a turno condivide o insegna qualcosa del proprio hobby ai colleghi – ma tutto, sempre, con un occhio alla personalizzazione. Ossia qualcosa che il team senta proprio. In ogni caso, l’evento deve essere divertente e deve far interagire i dipendenti in modo nuovo e diverso rispetto a come sono abituati sul lavoro.

Non rubare il loro tempo libero

L’evento dovrebbe avvenire durante l’orario di lavoro: è qualcosa che si offre ai dipendenti e non che si “prende” dal loro tempo. Del resto, utilizzare l’orario di lavoro per l’employee engagement è un investimento: secondo una ricerca di Towers Watson, le aziende con collaboratori altamente engaged hanno migliorato il risultato operativo del 19,2% in 12 mesi, mentre le aziende con un basso engagement hanno visto l’utile operativo diminuire del 32,7%.

Come faccio a capire se sono sulla strada giusta?

Il modo più semplice? Creare un sondaggio per monitorare il sentiment dei dipendenti verso il loro lavoro. Questi sondaggi, che richiedono un impegno minimo da parte di tutti, hanno il beneficio immediato di mostrare ai dipendenti che ti preoccupi di loro. Certo poi bisogna avere la volontà di agire conseguentemente ai risultati emersi…
E se non riesci a pagare una società che si occupi di creare i sondaggi, ci sono vari modi per idearne uno tu stesso online.