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PropTech: la trasformazione digitale che cambierà il nostro modo di vivere case e città

Giuseppe Donvito, Partner di P101 | 12 luglio 2018

Al Mipim, l’evento per eccellenza del mondo real estate, per scoprire le nuove frontiere dell’immobiliare disrupted dall’innovazione tecnologica

La nuova frontiera del real estate – e a ben vedere del FinTech – si chiama PropTech. Parliamo della disruption tecnologica che sta trasformando un settore ipertradizionale come l’immobiliare: una metamorfosi promettente anche dal punto di vista del Venture Capital, sempre alla ricerca di buone idee imprenditoriali da finanziare e far crescere. A ricevere i maggiori fondi di VC nel mercato mondiale sono oggi i motori di ricerca commerciale e quelli di ricerca a breve e a lungo termine. Ma facciamo un passo indietro e cerchiamo di definire meglio l’oggetto di cui parliamo.

P101 ha di recente partecipato al Mipim, l’evento leader a livello mondiale del mercato immobiliare, che riunisce i protagonisti internazionali più influenti di molti settori immobiliari (uffici, residenziale, retail, sanità, sport, logistica e industriale) e che si è svolto a Parigi il 20 e 21 giugno. Al centro del nostro intervento, c’è stato proprio il PropTech. Di cosa di tratta? Secondo una definizione contenuta nel primo PropTech Monitor pubblicato a metà giugno dal Politecnico di Milano “il PropTech è il nuovo FinTech.” Più tecnicamente è la “trasformazione digitale del settore immobiliare. Che si dipana attraverso il cambiamento sia tecnologico che di mentalità nell’industria del real estate,” per usare le parole di James Dearsley, co-fondatore della società di consulenza Proptech Consult, che in UK guida proprio la trasformazione digitale dei gruppi di real estate che vogliano cavalcare l’onda e non restare indietro. I pionieri di questo settore emergente sono nomi come AirBnB, Nest, WeWork, Zoopla: ognuno in un comparto diverso del PropTech, nell’ordine dalla shared economy degli affitti a breve termine, alla casa connessa, alla gestione e la ricerca di spazi di coworking, fino alla ricerca commercial di proprietà da vendere o affittare a lungo termine. Insomma, parliamo di qualcosa che è già prepotentemente in mezzo a noi e che possiamo toccare con mano.

La trasformazione digitale del real estate, che solo fino a qualche anno fa era considerata improbabile in un comparto così consolidato e legato a logiche tradizionali, è già incanalata in un percorso irreversibile: per modificare i propri modelli di business, guidare il cambiamento e rispondere alle esigenze dei consumatori, la digitalizzazione è diventata un’esigenza. Nel corso del Mipim, P101 ha illustrato quali sono le regole per realizzare partnership e  sinergie sia produttive che di risultati.

In Italia, dove il PropTech è nella stagione della sua prima infanzia, il Politecnico di Milano ha recensito 35 start-up nel settore, la maggior parte con sede nel Nord del Paese (88%, per lo più a Milano), 11 di esse sono state create nel 2016. La più antica, che risale al 2005, è Immobiliare.it, attiva nelle ricerca per vendita e affitto. In totale sono 17 le piattaforme attive nel real estate tech: in sostanza società che si occupano della gestione di edifici commerciali, delle ricerche a lungo e breve termine di vendita o affitto, nonché di assicurazioni residenziali e crowdfunding. Sono 15 le piattaforme nello smart real estate, ovvero Facility management, home service, IoT home e construction management e nella shared economy.

Quali sono le possibili evoluzioni di quello che appare come un settore estremamente promettente e la cui crescita è solo appena iniziata, almeno in Italia?

Secondo noi di P101 le tendenze che si stanno sviluppando sono le seguenti:

  • nei prossimi 5 anni ad avere il maggior impatto sul real estate saranno Big data, analytics e IoT, in grado di creare nuova disruption; applicazioni possibili sono nel controllo del traffico, nella raccolta differenziata, nella pianificazione di reclami e nella partecipazione dei cittadini alla cosa pubblica;
  • le applicazioni della blockchain, con la possibilità di conservare una catena di informazioni immutabili e indistruttibili, creeranno innovazioni settoriali che non siamo probabilmente ancora in grado neppure di immaginare (una è quella di digitalizzare completamente i registri catastali e tenere traccia di tutte le transazioni);
  • il PropTech contribuirà, attraverso queste tecnologie, all’implementazione e al miglioramento delle Smart City, che si basano sulla costruzioni di edifici intelligenti, connessi e con costi di gestione ottimizzati;
  • aumenteranno le collaborazioni con start-up esistenti nel Fintech e anche con business tradizionali. Le partnership sono win win, a parere di tutte le parti coinvolte. Attraverso queste collaborazioni, per esempio, le società tradizionali hanno la possibilità, usando i tool basati su algoritmi intelligenti creati dalle start-up – solo per fare un esempio che attiene al vastissimo campo della ricerca di immobili – di procedere a ricerche personalizzate e precise, con enormi risparmi di tempo e denaro. Dal canto loro, le start-up potranno attingere all’esperienza e ai database di un comparto consolidato.

 

 

 

(Background image created by Whatwolf – Freepik.com)