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La nostra scommessa sull’Italia

Andrea Di Camillo, Managing Partner di P101 | 20 aprile 2016

La nostra scommessa del 2016 è realizzare la nostra promessa del 2015: far sì che le aziende in cui abbiamo investito diventino grandi aziende, grandi datori di lavoro e realtà economiche del 2016, 2017 e tutti gli anni a venire. Il nostro è un Paese, da sempre, di imprenditori: se pensiamo che sono 4 milioni le aziende che formano il tessuto imprenditoriale italiano e, di queste, 1 milione – come aziende di capitali – sono state start-up almeno 1 milione di volte.

Attualmente ne possiamo contare 5.000 così come possiamo contare anche su misure recentemente varate per essere supportive verso queste nuove realtà. Ciò nonostante le nuove realtà imprenditoriali italiane hanno ricevuto un cinquantesimo dei fondi distribuiti in startup nella vicina e “pimpantissima” Israele. Una situazione molto curiosa se si pensa che in Italia belle teste e bei progetti non mancano, così come non mancherebbero nemmeno i fondi. La differenza sta tra chi vuole cogliere questa scommessa che profuma di opportunità e chi ancora la teme. Fare venture capital evidentemente vuol dire gestire “capitali di ventura” e l’avventura è di per sé rischiosa: rischio che i nostri connazionali sembra non abbiano voglia di prendersi.

In realtà sono molte le startup italiane che hanno già dimostrato di poter fare molto, e bene, anche a livello mondiale. Il fermento è evidente in particolare in quei settori per cui l’Italia è più conosciuta e connotata: arte, turismo, enogastronomia. Ambiti in cui le nostre startup, oggi, seppur con poche risorse, stanno facendo passi da gigante.

Credo quindi che Cortilia, possa realizzare la sua di scommessa per il 2016, ovvero fare diventare la sua azienda il leader nella vendita e nella distribuzione di prodotti agricoli locali ed eccellenze nazionali su tutto il territorio nazionale: questo perché nel food delivery il giro d’affari è ormai di ben 400 milioni di euro. Nel settore del turismo l’intermodalità proposta da Waynaut si pone come la vera, nuova frontiera degli spostamenti. Il turismo digitale vale già oggi intorno ai 10 miliardi, ovvero una quota di mercato del 20% dell’intero settore, ed è in continua crescita la quota della spesa per le attrazioni ed i servizi ancillari offerti da Musement. Anche un settore in rapido sviluppo come quello del FinTech, che ormai è una tendenza e sta facendo riflettere e cambiare il sistema bancario, non può che rendere vincente la scommessa di Borsa del Credito, che con la loro idea vogliono permettere alle piccole imprese italiane di tornare ad accedere al credito attraverso una forma innovativa, ovvero quella del credito online in 24 ore.

Le cose belle non sono facili, perciò la sfida che stiamo portando avanti è quella di mettere tutto il nostro impegno – nostro e dei nostri investitori privati e istituzionali – per cercare di mantenere costante l’attenzione nel tempo e arrivare un giorno a vedere le realtà in cui abbiamo investito assumere una rilevanza sul mercato che ci renda orgogliosi, al di là di quello che sarà il ritorno economico dei nostri investimenti.

C’è una cosa su cui nessuno di noi si sente di scommettere: che Giuseppe Donvito, partner di P101, riesca a fare 3 minuti di scambi, a tennis, con Roger Federer!

Video e foto di Luca Catasta