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Noah Berlino: dove si scrive il futuro dell’innovazione europea

Giuseppe Donvito, Partner di P101 Ventures | 21 giugno 2019

Si scrive Noah Berlino, si legge “futuro dell’innovazione”. È una delle principali conferenze europee per il mondo VC early e late stage: si è svolta a metà giugno, raccogliendo la presenza di 5mila partecipanti, 1.500 startup e 700 investitori. Una piattaforma dove si disegnano gli scenari dello sviluppo del venture capital in Europa e dove si creano occasioni di incontro tra finanziatori e innovatori utili ad abilitare la digital transformation del Vecchio Continente. P101 era presente e in questo post vogliamo raccontarvi cosa abbiamo visto.

VC europeo: 23 miliardi di euro e 61 unicorni, ma i finanziatori sono americani o asiatici

In generale, il primo dato da evidenziare è un numero. Il venture capital europeo ha enormi potenzialità di crescita: dai 5 miliardi di euro del valore registrato nel 2014 il mercato oggi è arrivato a quota 23 miliardi e conta 61 unicorni. Ma, se si guarda ai round di finanziamento più grandi, si osserva che la gran parte dei capitali sono di provenienza Usa o asiatica.

Questo vuol dire che in questa parte del globo abbiamo idee e capacità di trasformarle in business attraenti per i grandi investitori globali, ma non ancora sufficiente potenza di fuoco e capitali per foraggiarli. Dobbiamo spingere sul fronte dei finanziamenti locali: un primo passo, emerso anche nelle presenze al Noah, potrebbe essere la sempre maggior collaborazione tra Private Equity e banche di investimento, che parzialmente si sovrappongono al venture capital, nell’ottica di creazione di un ecosistema solido.

Un luogo unico al mondo dove crescono le nicchie ad alto valore aggiunto

L’Europa è fatta da molte nicchie diversificate in cui le società eccellenti possono incrementare il proprio valore come in nessun’altra parte del mondo. Quanto ai settori più promettenti, Noah ha confermato che sono gli stessi su cui P101 sta puntando: Mobility&travel, Proptech, Fintech/Insurtech, Digital health, Industrial digitalization, Cognitive computing.

Fintech e Insurtech: la nuova frontiera della finanza

Sul fronte del Fintech, in particolare, è emerso che le banche che restano indietro sulla strada della digitalizzazione potrebbero avere seri problemi di competizione con le maggiori startup nel giro di un quinquennio. È dunque probabile che, per difendersi dalla disruption, le banche scelgano sempre più di incorporare l’innovazione necessaria investendo sulle Fintech che la possiedono. Secondo un recente studio di PwC dal titolo “Piccole Fintech crescono con Intelligenza”, “l’84% delle aziende finanziarie italiane ha dichiarato di voler aumentare le partnership con le Fintech”, ma è necessario “identificare e selezionare i corretti modelli di cooperazione”. Una strada, indicata dalla stessa PwC è quella dell’integrazione dei modelli di piattaforma su cui sono strutturate la maggior parte delle Start up Fintech nate in competizione con il sistema finanziario tradizionale.

Semplicità, trasparenza e digitalizzazione sono le direttrici su cui si sta compiendo anche lo sviluppo del mondo assicurativo, prossimo a un cambiamento olistico senza precedenti.

Città e trasporti sempre più smart

Ancora, l’innovazione travolge l’industria dei trasporti, che vale un trilione di dollari. Già oggi più della metà della popolazione mondiale vive nelle città e tale percentuale è destinata a salire fino al 70% entro il 2050: la sovrappopolazione richiede una gestione ottimale di spazi, risorse e trasporti, attraverso l’impiego di tecnologie smart. Anche nei settori dei veicoli a guida autonoma o alimentati dall’elettricità (business in mano a colossi come Tesla e StMicroelectronics), le startup possono fare la differenza risolvendo colli di bottiglia, come quello di batterie non ancora completamente efficienti.

L’avanzata del Proptech

Anche il settore del real estate e delle costruzioni è chiamato a una metamorfosi secolare: costruzioni sempre più verticali, efficienti dal punto di vista energetico, intelligenti, dovranno popolare i nostri spazi abitativi. E in questo contesto si inserisce il Proptech, che è stato definito il nuovo Fintech ed il comparto che raccoglie tutte le azioni atte ad abilitare la trasformazione digitale del settore immobiliare. AirBnB, Nest, WeWork, Zoopla: dalla shared economy degli affitti a breve termine, alla casa connessa, alla gestione e la ricerca di spazi di coworking e co-living, solo per fare degli esempi.

La salute? Si cura in digitale

Ancora collegato ai fenomeni descritti è il fermento dell’HealthTech. La popolazione occidentale invecchia e la convergenza tra un sistema di healthcare personalizzato e l’uso di device medici per effettuare la diagnostica e i trattamenti, ove possibile, a domicilio, saranno uno dei maggiori trend della sanità. L’Osservatorio per l’innovazione digitale in Sanità del Polimi valuta il settore della sanità digitale 1,3 miliardi di euro solo in Italia e stima il risparmio possibile ogni anno in 5 miliardi di euro.

Intelligenza artificiale, il game changer dell’industria

Infine, è stata sottolineata l’importanza dell’intelligenza artificiale (anche come tool alla base della digital industrialization) e del cognitive computing, gli ultimi due trend portati sulla scena da Noah. Le macchine intelligenti sono in grado di riconoscere ed eliminare un pezzo difettoso su una linea di produzione, ma anche di archiviare e catalogare documenti in base a criteri funzionali al committente; possono fare diagnosi da remoto, rendere precise e personalizzate le strategie di marketing.

La collaborazione con la big corp per creare open innovation

Ultimo, ma non meno importante, Noah è un luogo dove si alimenta la collaborazione tra start up e corporate. Un luogo dove queste ultime sono parte attiva del sistema e possono assumere il ruolo di potenziali compratori. In ogni caso sono attenti osservatori e sanno che per mettere il turbo ai loro motori dell’innovazione, hanno necessità di creare relazioni con le start up.