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Mobilità, Salute, Immobiliare, Finanza: ecco i settori che diventano sempre più Tech e a cui il VC guarda con sempre maggiore interesse

Redazione di NewsFromThePlatform | 13 maggio 2019

2018: anno record per gli investimenti in VC nel mondo

Non solo per l’Italia, il 2018 è stato un anno record per il mercato del venture capital. A livello globale, secondo Kpmg gli investimenti di VC hanno raggiunto i 254 miliardi di dollari, in netto aumento rispetto ai 174 miliardi di del 2017. In controtendenza, invece, il numero totale di operazioni di VC, che ha toccato il minimo degli ultimi sei anni, con 15.299 operazioni nel 2018 rispetto alle 17.314 del 2017 e al picco massimo di 20.172 deal del 2015: ma anche questa non è una cattiva notizia, anzi, è il segnale che oggi i deal hanno dimensioni maggiori rispetto al passato. E infatti, “solo nel quarto trimestre del 2018 i mega-deal superiori a 1 miliardo di dollari hanno generato investimenti per circa 22 miliardi di dollari, circa un terzo dei finanziamenti totali raccolti nel trimestre”, scrive Kpmg.

I settori trainanti nel 2018

I settori preferiti dal VC nel 2018 sono stati quello della mobilità urbana (con investimenti passati da 26 a 45 miliardi anno su anno), l’intelligenza artificiale applicata al settore healthcare (2,34 miliardi da 1,25) e l’agtech (aziende che sviluppano tecnologie per l’agricoltura di nuova concezione) che invece ha espresso un valore in crescita da 1,93 miliardi nel 2017 a 2,15 miliardi di dollari nel 2018.

… e nel 2019

Secondo noi, i trend da monitorare sono cinque:

  • La mobilità sta cambiando profondamente: comparti più promettenti per innovare sono quelli legati alla guida autonoma e ai veicoli alimentati da fonti di energia alternative, in particolare l’elettrico. Si tratta di business in mano a giganti come il carmaker Tesla e il produttore italo-francese di microchip StMicroelectronics, ma in cui le startup possono fare la differenza per risolvere colli di bottiglia (come quello che oggi deriva da batterie non completamente efficienti).
  • La popolazione occidentale è sempre più vecchia e le esigenze di cura mutano sensibilmente. La convergenza tra un sistema di healthcare personalizzato e l’uso di device medici per effettuare la diagnostica e i trattamenti, ove possibile, a domicilio, saranno uno dei maggiori trend della sanità. E in generale la digitalizzazione della Sanità è ormai imprescindibile: anche in Italia, dove l’Osservatorio per l’innovazione digitale in Sanità del Polimi valuta il settore 1,3 miliardi di euro e stima il risparmio possibile ogni anno in 5 miliardi di euro (se l’80%dei cittadini effettuasse online il ritiro di documenti clinici, la richiesta di informazioni, la prenotazione e il pagamento di visite e esami).
  • FinTech. Nell’ambito del FinTech, che esprime numeri sempre più interessanti in Europa e nel mondo, l’attenzione del VC si focalizzerà probabilmente sulla cybersecurity che le piattaforme – il cui core business implica, in tutti i casi, il transito di denaro – potenzieranno per evitare il rischio di frodi o di riciclaggio. In Europa la GDPR, entrata in vigore un anno fa, ha forzato un po’ la mano convincendo le aziende che investire in cybersecurity sia necessario per non incorrere in spese maggiori dovute a danni generati da intrusioni e furti di dati.
  • È stato definito il nuovo FinTech, ma più precisamente è la trasformazione digitale del settore immobiliare. AirBnB, Nest, WeWork, Zoopla: ognuno in un comparto diverso del PropTech, nell’ordine dalla shared economy degli affitti a breve termine, alla casa connessa, alla gestione e la ricerca di spazi di coworking, fino alla ricerca commercial di proprietà da vendere o affittare a lungo termine. In Italia, dove il PropTech è nella stagione della sua prima infanzia, il primo PropTech Monitor pubblicato lo scorso anno dal Politecnico di Milano ha censito 35 start-up, la più “antica”, che risale al 2005 è Immobiliare.it, attiva nella ricerca per vendita e affitto. Lo spazio di crescita è enorme.
  • L’intelligenza artificiale, a qualunque settore si applichi, sarà da monitorare con molta attenzione. L’AI è un game changer per il modo di vivere e lavorare delle persone, grazie alla capacità di automatizzare diverse attività umane, siano esse manuali o intellettuali. Le macchine intelligenti sono in grado di riconoscere ed eliminare un pezzo difettoso su una linea di produzione ma anche di archiviare e catalogare documenti in base a criteri funzionali al committente. Con AI e machine learning è possibile fare diagnosi precise su altre macchine e persone. Nel mondo delle startup, uno dei settori che più sta subendo la forza dirompente di queste capacità è il retail: i giganti dell’e-commerce si sono imposti nel mercato riuscendo a combinare capacità commerciali con l’utilizzo dei dati relativi al comportamento dei consumatori, in modo da offrire servizi più confacenti alla domanda. Le startup che usano AI e Machine learning per affinare le proprie strategie di marketing tuttavia operano nei comparti più disparati: come il pharma, l’elettronica di consumo e la cosmetica. La caccia è aperta.