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Microsoft compra SwiftKey per 250 milioni di dollari: cosa significa questa operazione per il personal computing?

Cristiano Troffei, Founder e CEO Quadro | 10 febbraio 2016

L’acquisizione da parte di Microsoft della società di intelligenza artificiale SwiftKey è stata sicuramente il deal più chiacchierato della settimana, non solo per le dimensioni dell’operazione (250 milioni dollari), ma soprattutto perché indicativa di una nuova istanza di digital disruption.

SwiftKey è una società lanciata nel 2010 con l’obiettivo di portare la tecnologia predittiva nel regno del typing. Una tecnologia intuitiva che usa l’apprendimento automatico per analizzare la scelta delle parole dell’utente, al fine di suggerire in modo proattivo le parole che l’utente utilizzerebbe in un testo. Un algoritmo che è stato perfezionato nel tempo e che ora è in grado di apprendere da diverse fonti (e-mail, posta e tweet dell’utente), un’analisi approfondita che permette una buona precisione, soprattutto se si pensa che SwiftKey è in grado di estendere le capacità di Natural Language Processing grazie ad una massiva rete neurale (SwiftKey può essere infatti installato su oltre 300m dispositivi).

Un aspetto, quest’ultimo che ha reso l’affare ghiotto per Microsoft, che è stata spinta ad investire per la prima volta in questo settore, pur non essendo digiuna in termini di intelligenza artificiale (vedi Project Oxford). Un settore che non interessa solo colossi come Microsoft ma coinvolge altri importanti big player come Google.

La società di Montain View ha infatti già mosso una serie di passi in questa direzione, acquisendo altre startup britanniche – Vision Factory, Dark Blue Labs, e DeepMind Technologies – per un investimento complessivo di oltre 400 milioni di dollari. Anche Apple ha mosso una serie di passi in questa direzione, effettuando acquisizioni strategiche di società come Emotient e VocalIQ.

Investire in AI oggi è quindi un passo naturale più che un futuro prevedibile. Le reti neurali hanno capacità che nessuna programmazione comune è in grado di eguagliare in termini di calcolo, e sono già applicate in più sistemi di quanti ci possiamo immaginare.

Secondo l’ingegnere di Google Jeff DeanI nostri sistemi di rete neurale stanno guidando decine di servizi on-line in tutta l’azienda, da Google+ a Google Now a Street View“. Così, oltre all’attrattiva del prodotto e dei progetti della società britannica, l’interesse di Microsoft in questa operazione può essere anche scaturito dalla necessità di acquisire un prezioso pool di talenti nel ramo dell’intelligenza artificiale, in grado di migliorare la capacità di innovazione informatica proattiva dell’azienda – una caratteristica estremamente importante di qualsiasi sistema operativo presente e, soprattutto, futuro.

La tecnologia di SwiftKey sarà integrata in Microsoft Word Flow, come confermato da Harry Shum (EVP dell’azienda) e potrebbe potenzialmente estendere le capacità di processamento del linguaggio naturale dell’assistente di Windows 10, Cortana. Dal momento che l’applicazione non è ancora stata ancora tolta dagli scaffali dei negozi Apple e Google, SwiftKey potrebbe anche essere usata come “cavallo di Troia” per portare Cortana sui dispositivi iOS e Android, anche se lo stesso Word Flow sarà a breve disponibile sui dispositivi iOS.

Ci si domanda però se Microsoft farà buon uso di questa tecnologia: il rischio è che ci si ritrovi un’altra volta nella stessa situazione verificatasi con l’applicazione Sunrise. L’insorgere di qualche perplessità è quasi inevitabile se si legge infatti questa dichiarazione di Harry Shum: “In questo mondo cloud e mobile, la tecnologia di SwiftKey si allinea con la nostra visione di rendere maggiormente personale l’esperienza software, in modo che anticipi le nostre esigenze piuttosto che rispondere ai nostri comandi, e supporti direttamente la nostra ambizione di reinventare la produttività sfruttando la nuvola intelligente.

Un commento forse più ricco di “buzzwords” che di contenuti. Noi esperti del settore però pensiamo che sia una operazione estremamente significativa e rimaniamo quindi a osservare con grande attenzione i prossimi sviluppi.