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Gli Internet Trends di Kleiner Perkins Caufield Byers sono il nostro domani: ecco perché chi fa impresa non può ignorarli

Andrea Di Camillo, Managing Partner di P101 | 16 giugno 2016

E’ di un paio di settimane fa la pubblicazione degli attesissimi dati di Mary Meeker, partner del fondo Kleiner Perkins Caufield Byers (KPCB), i quali ogni anno in questo periodo tracciano con grande lucidità e precisione numeri e tendenze del mercato tecnologico e digitale a livello globale. Quali sono, quindi, i principali elementi che emergono dalle oltre 200 slide del report?

In ordine sparso, Techcrunch qualche giorno fa riassumeva che:

• la percentuale globale di adozione di Internet è del 9% anno su anno, Internet ha raggiunto i 3 miliardi di utenti: il 42% della popolazione mondiale
• la crescita di adozione di smartphone sta rallentando, con Android che aumenta la sua quota di mercato
• i video stanno esplodendo: Snapchat e Facebook davanti a tutti
• La messaggistica, dominata da Facebook e WeChat, sta crescendo rapidamente trasformandosi in canale di acquisto
• L’advertisement è in crescita negli Stati Uniti, con Google e Facebook che controllano il 76% del mercato
• In aumento anche l’utilizzo delle interfacce vocali perché sono veloci, facili, personalizzate e poco costose
• Gli Stati Uniti potrebbero tornare ad essere la patria del settore auto grazie all’innovazione di Tesla e Google, nonostante le vendite delle auto siano in calo continuo dal 1950. La proprietà auto avrà un tracollo a causa di Uber / UberPool: la condivisione diventerà l’opzione più usata
• Le grandi realtà non-tech stanno acquisendo aziende di tecnologia per alimentare la crescita e la transizione al digitale. Questo per via dei dati: diventeranno la prossima grande piattaforma grazie ai tanti dispositivi che accumulano informazioni

Per un VC italiano queste sono evidenze certamente interessanti anche se, in realtà, gestire capitali e puntare investimenti con il dichiarato scopo di far fiorire la nuova Apple, riuscendo a incassare dieci volte il capitale investito, è una professione che ha che fare meno con il rischio e più con la capacità di leggere i dati e anticipare i trend.

Prendiamo ad esempio l’e-commerce: 15 anni fa era un settore in cui investire sembrava fantascienza, mentre oggi questo comparto è riuscito a trainare il retail con un giro d’affari intorno ai 1600 miliardi di dollari nell’ultimo anno, indicandoci anche un altro fenomeno: l’e-commerce non ha portato nuovo retail ma l’ha sottratto al mercato già esistente. Il vecchio continente, e l’Italia in particolare, hanno il vantaggio del prodotto: disponiamo di una offerta ricchissima e siamo in ritardo nella creazione della domanda. E, da sempre, è l’offerta che genera la domanda…

Cosa altro ci indicano di utile, per lo sviluppo del nostro paese, gli internet trends globali fotografati da questa ricerca? Che stiamo per assistere alla rivitalizzazione di mercati che sembravano saturi e che sotto la spinta tecnologica stanno facendo nascere nuove nicchie: l’esplosione delle chat su piattaforme social sono un esempio di come questo stia creando nuove opportunità nel campo delle telecomunicazioni. Si tratta infatti di sistemi che vengono utilizzati per vendere e promuovere prodotti, disintermediando il mondo della distribuzione e proponendosi come piattaforme che creano a loro volta una economia implicita di cui occorre tener conto.

La Silicon Valley continua a rimanere il punto d’arrivo, spesso non tenendo conto che esistono modelli di riferimento altrettanto validi per l’Italia. La conditio sine qua non continua a rimanere la stessa: cambiare velocemente attitudine mentale. La più penalizzante ? La tendenza, diffusa, dell’imprenditoria italiana a ritenere irreplicabile, con altri modelli, il successo già ottenuto e a confrontarsi poco con quello che succede oltre i confini nazionali.

Anche il modo di fare informazione, ancora legato a vecchi schemi che considerano startup e innovazione come un fenomeno a sé stante, meno serio e poco integrato con il mondo istituzionale-tradizionale (quando già anche i semplici dati dell’e-commerce confutano questa irrilevanza), non aiuta.

E infine l’urgenza… dell’urgenza. Cogliere le opportunità al volo, senza esitazioni, perché ogni anno che passa pesa molto più di prima: gli internet trends illustrati nelle slide della Meeker sono infatti fenomeni in accelerazione esponenziale di 12 mesi in 12 mesi. Disporre di più fondi, nel nostro paese, è necessario ma non è la cosa più importante se non si inizia a considerare che quello che ci raccontano questi dati sono il futuro anche per il nostro paese.