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I cinque trend del VC nel nuovo decennio

Redazione di NewsFromThePlatform | 19 febbraio 2020

Si apre un nuovo decennio per il VC globale. Un decennio che inizia con alcune novità: l’Asia rallenta mentre l’Europa mostra un forte dinamismo e cresce non solo in quantità. Aumenta la qualità delle sue startup, sempre più nel radar degli investitori internazionali e la specializzazione degli operatori di mercato. Globalmente, PitchBook prevede un maggior interesse dei fondi pensione e dei fondi sovrani per tutto il Private Equity. Mentre avanza il Mediterraneo sulla via dell’innovazione. Ecco i cinque principali trend che, secondo P101, caratterizzeranno il mercato a partire dal 2020:

Europa sugli scudi

L’Europa continua a essere la terra promessa del VC. Lo sostiene, per esempio, Kpmg che, nell’ultimo Venture Pulse stima il controvalore globale dell’ultimo trimestre a 64 miliardi di dollari, che portano il totale dell’anno a oltre 225,6 miliardi. Di questi all’Europa fanno capo circa 39 miliardi, una cifra di molto superiore a quella dell’anno precedente. L’Europa inoltre attrae sempre più investimenti da Asia e Nord America (40% del totale) e produce sempre più Unicorni, 18 nell’anno, un record senza precedenti, e megadeal con la size media dei round early stage a 2,8 milioni dai 2,2 del 2018. Insomma, un mercato che scala e cambia anche in qualità.

E-mobility, FinTech e 4.0, PropTech; education e RetailTech: i settori hot del prossimo decennio

A livello di industrie, spiega ancora Kpmg, le aree più hot per gli investimenti globali sono automotive e mobility insieme al FinTech. Aree che continueranno a farla da padrone anche nel 2020, insieme ai settori che operano nelle tecnologie abilitanti di industria 4.0, come AI e machine learning. Ma anche a comparti relativamente nuovi, come il ProTech, che include nicchie diverse, dai portali di vendita e affitto di immobili residenziali e commerciali, alla domotica, all’ospitalità diffusa, fino a forme inedite di investimenti FinTech nel real restate. O ancora, il retailtech, che migliorando l’esperienza di acquisto nel retail tradizionale, scongiurerò la retail apocalypse. E, infine, l’education, dove la tecnologia sta aprendo fronti rivoluzioni nella formazione scolastica e professionale da remoto. Questa tendenza produrrà con ogni probabilità la nascita di operatori specializzati anche nel Vecchio Continente dove finora i Venture Capital hanno potuto essere generalisti in un mercato ancora acerbo.

Approccio sostenibile

Oltre a una maggior specializzazione nel settore industriale, ci aspettiamo che i fondi di Venture Capital adottino nel prossimo decennio pratiche sempre più simili a quello della gestione degli asset tradizionali. Diversificazione dei portafogli in termini sia di settore sia di geografia, obiettivi di performance di medio termine e attenzione al fattore impacting, sulla scia dell’incremento di domanda di sostenibilità da parte di chi investe.

Maggiore attività dei fondi pensione e dei fondi sovrani

Secondo PitchBook sarà un trend che caratterizzerà il 2020 nel settore del private equity, ma noi ci aspettiamo che questa tendenza riguarderà anche il Venture Capital. Il mercato pioniere quanto ad attivismo dei fondi pensione negli investimenti in PE e VC è quello canadese, la cui storia mostra che la strategia abbia pagato con performance superiori rispetto ai peer, che sono incentivati dunque a seguire la stessa strada.

Quanto ai fondi sovrani, i più sofisticati hanno creato alleanze con società di PE per fare operazioni nel settore: lo hanno fatto il fondo sovrano di Singapore GIC con Brookfiled per acquisire Genesee & Wyoming e il fondo di Abu Dhabi ADIA con Cinven e Astorg per acquistare da KKR il marchio LGC.

In generale nel radar di tutti gli investitori istituzionali entrano i private market, incluso il VC, che vengono usati per compensare le scarse performance delle asset class tradizionali.

L’accelerata del Mediterraneo

Lisbona, Madrid, Milano: nel prossimo decennio le capitali del VC si sposteranno sempre più a Sud, dove esistono risorse umane eccellenti e il costo della vita, come dell’immobiliare, è decisamente inferiore a quello del grande Nord. La rileva l’Indice Startup City redatto dalla Commissione Europea, che ha studiato in particolare il caso del mercato portoghese, che secondo lo Startup Europe Partnership report cresce a ritmo doppio rispetto alla media del Continente (ne abbiamo parlato qui). E se ci fosse la recessione (che qualche analista inizia a vedere per il 2021) proprio questa parte del mondo, grazie a valutazioni più fair e un utilizzo del capitale più efficiente, potrebbe soffrire meno o addirittura sovraperformare grazie alla natura anticiclica dell’asset.