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Cosa potrebbe incoraggiare l’innovazione in Italia? Più libertà agli investitori istituzionali

Redazione di NewsFromThePlatform | 9 giugno 2016

Come più volte evidenziato dagli studi e dagli operatori di settore, in tutto il mondo è emersa l’importanza di guardare oltre gli strumenti tradizionali, riconoscendo nel contempo le potenziali difficoltà associate con gli investimenti alternativi, ad esempio i vincoli posti da asset class illiquide. Gli investitori istituzionali come Casse Previdenziali, Fondi Pensione, Compagnie Assicurative e Banche sono i principali sostenitori di questa classe di investimenti che include private equity e venture capital, infrastrutture, immobiliari e hedge fund.

Nel corso del 2015 gli investitori istituzionali, in America e in Europa, hanno incrementato l’esposizione del proprio portafoglio nel settore alternativo fino al 20-25%. Anche in Italia ci attendiamo nel breve periodo una crescita dell’allocazione a livello di portafoglio dall’attuale 1-2% fino al 6-7%.

I numeri del nostro paese sono sensibilmente più bassi di quelli del resto d’Europa, in linea con l’andamento in generale del settore degli investimenti in venture capital, oltre al fatto che i vincoli posti da asset class illiquide frena gli investitori tradizionali perché permette loro di investire solo piccole somme nel settore alternativo. Tuttavia, le acque si stanno muovendo. Proprio un anno fa, nel giugno 2015, è stato varato un decreto ministeriale atto a favorire questo tipo di investimenti da parte degli operatori Istituzionali grazie al “bonus fiscale” per Casse di Previdenza e Fondi Pensione per l’incentivazione all’investimento nell’economia reale. Questo consiste, per le Casse di Previdenza, in un credito d’imposta del 6% della quota di redditi (ottenuta in un determinato anno fiscale a partire dal 2015) che sia stata reinvestita in prodotti a medio lungo termine collegati all’economia reale; per i Fondi Pensione invece sarà disponibile un credito d’imposta pari al 9% del risultato netto maturato assoggettato all’imposta sostitutiva che sia stato reinvestito in attività di carattere finanziario a medio lungo termine e collegate all’economia reale.

È importante sottolineare il ruolo degli investimenti alternativi come mezzo per gli investitori istituzionali per realizzare rendimenti positivi, in uno scenario economico che ad oggi offre limitate possibilità. Queste tipologie di investimento rappresentano infatti uno strumento significativo con cui partecipare alla ripresa economica del sistema Italia, fornendo capitali ed esperienza manageriale alle piccole e medie imprese italiane, spesso eccellenze in diversi settori ma ancora poco organizzate per competere a livello internazionale.

Ciò considerato, è interessante notare come il panorama delle startup italiane sia comunque in fermento e abbia iniziato ad attirare l’attenzione degli investitori esteri: secondo un’analisi di EconomyUp, ad esempio, il mese di maggio è stato un periodo record per gli investimenti in Italia.

E’ innegabile infatti che negli ultimi anni sia stato compiuto un piccolo passo in avanti, grazie al DL 179/2012 e al DL 3/2015, per quanto riguarda gli sgravi fiscali di cui possono usufruire gli investitori in fondi di Venture Capital. Infatti, se gli investimenti effettuati dal fondo in startup innovative, nel corso dell’anno di riferimento, corrispondono ad almeno il 70% del valore degli investimenti in strumenti finanziari, allora gli investitori persone fisiche potranno avere diritto ad una detrazione d’imposta sul reddito del 19%, così come gli investitori persone giuridiche avranno diritto ad una deduzione d’imposta sul reddito del 20%.

Questi provvedimenti rappresentano un interessante incentivo ad accelerare la rivoluzione della tecnologia made in Italy. Pochi passi, forse piccoli, che hanno già avuto un impatto fortissimo sull’ecosistema italiano. Cosa potrebbe fare il nostro paese se si desse agli investitori istituzionali la possibilità di aumentare l’ammontare dei loro investimenti? Sarebbe una grandissima opportunità per dimostrare ancora una volta che idee, volontà e visione non mancano in Italia e per poter finalmente portare gli investimenti italiani al livello degli altri paesi europei e non.