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Cassa Forense investe 175 milioni con FEI nel fondo di fondi AMUF, per finanziare PE e VC

Redazione di NewsFromThePlatform | 28 marzo 2018

Cibati: “L’1% del patrimonio della Cassa in questa asset class”

Cinquecento milioni investiti in PE da parte del fondo tedesco Bayerische Versorgungskammer; 200 del francese Erafp, fino ai numeri da capogiro del mondo anglosassone. Il Railways Pension Scheme in private equity ha oltre 2 miliardi, il fondo CalPERS degli insegnanti Usa più di 19 miliardi.

In Italia, l’esperienza più significativa in tal senso è rappresentata dalla Cassa Forense. Ce la racconta Enrico Cibati, Responsabile Direzione Investimenti CNPAF. “Cassa Forense, innanzitutto, è il primo sottoscrittore del fondo AMUF (Asset Management Umbrella Fund), con un investimento complessivo di 175 milioni di euro” dice Cibati.

AMUF è il fondo di fondi lanciato dal FEI. Ci racconta come nasce e cos’è?

Si tratta del frutto di oltre un anno di lavoro in comune tra Cassa Forense e il Fondo Europeo per gli Investimenti ed è un’iniziativa che dovrebbe portare un importante contributo nello sviluppo dell’economia europea. Il FEI, anche in seguito alla firma degli accordi di reciproco scambio di informazioni nel giugno scorso, ha dunque lanciato AMUF con l’obiettivo di raccogliere più di due miliardi di euro suddividendoli in tre comparti:

  • 1 miliardo di euro per investimenti in fondi di Private Equity
  • 700 milioni di euro per investimenti in fondi di Venture Capital
  • 500 milioni di euro in fondi venture capital con indirizzo nelle “Life Sciences”.

Come si compone l’investimento di Cassa Forense?

L’investimento è stato suddiviso nei tre comparti; si è deciso di sottoscrivere 100 milioni nel comparto Private Equity, 50 milioni di euro nel Venture Capital e 25 milioni di euro in Life Sciences. Sostanzialmente nel VC abbiamo deciso di investire 75 milioni di euro in quanto crediamo che da questo tipo di iniziativa possa venire una forte spinta al volano delle innovazioni, sia tecnologiche che scientifiche, che possono aiutare l’Europa a competere con gli Stati Uniti.

Tra le casse previdenziali italiane, quella degli avvocati è la più attiva in questo ambito: già da alcuni anni avete sottoscritto un fondo che seleziona le migliori opportunità nel mondo del VC nazionale. Quel è la ratio di queste iniziative? Che vantaggi per voi e poi per l’economia reale?

In Cassa Forense riteniamo che contribuire con i nostri investimenti alla crescita economica dell’Italia e dell’Europa nel suo complesso possa creare maggiori opportunità di lavoro anche per i nostri iscritti. Gli investimenti nell’economia reale hanno un immediato effetto moltiplicativo sulle opportunità di incremento dei posti di lavoro e su tutta la filiera che coinvolge il settore industriale oggetto dell’investimento. Investendo poi in Venture Capital, con giudizio e affidandosi a gestori esperti e con caratteristiche istituzionali come il FEI o il Fondo Italiano d’Investimento, siamo certi che si possa contribuire all’innovazione tecnologica di cui soprattutto in Italia crediamo vi sia bisogno. Nel nostro paese ci sono forse le idee migliori, bisogna aiutarle anche con i capitali di cui necessitano per avere successo. Va detto che il totale degli investimenti in Venture Capital, tenendo conto anche del recente investimento in AMUF, non raggiunge ad oggi l’1% del patrimonio di Cassa Forense e questo perché comunque si tratta di attivi che hanno una importante componente di volatilità.

L’ultima notizia che vi riguarda è l’investimento in Fico, startup del cibo alle porte di Bologna. Le Casse di diversi ordini professionali hanno investito finora 50 milioni di euro su un fundraising di 143 milioni, un’incidenza di circa il 30%, voi partecipate con 10 milioni. Quanto avete investito in tutto in startup fino a oggi e dove vi porterà il futuro? 

In verità non investiamo direttamente in startup e anche l’operazione che ha visto la nascita di Fico riguarda un fondo immobiliare che ha sviluppato il progetto di ristrutturazione del mercato ortofrutticolo di Bologna. Nell’ambito di questo progetto, che è servito a riutilizzare una struttura bellissima che vi invito ad andare a visitare, si è ritenuto oggettivamente vantaggioso affidarne la gestione al numero uno al mondo della promozione agroalimentare italiana, Farinetti e la sua Eataly. È nata così l’idea pioneristica di creare il più grande parco agroalimentare con tutta l’eccellenza italiana. Crediamo che nei prossimi mesi il numero di visitatori del parco si moltiplicherà: merita il viaggio.

Secondo importanti studi internazionali, l’intervento in termini di investimenti da parte delle casse previdenziali è il principale driver di crescita per il VC europeo, che è molto indietro rispetto agli USA nonostante un mercato simile dal punto di vista del PIL e della popolazione. Cosa ne pensate?

Cassa Forense insieme ad altre istituzioni europee quali il FEI vuole contribuire a colmare il gap che oggi esiste con gli Stati Uniti in termini di investimenti nel Venture Capital. Le Casse di Previdenza dei Professionisti, così come i Fondi Pensione, possono dare un contributo che potrà essere anche minimo, ma la sommatoria di tutti questi investimenti dovrebbe dare importanti stimoli alla crescita del VC in Europa. D’altro canto, le possibilità d’investimento in questo settore non sono così elevate come negli USA e questo allunga un po’ i tempi di richiamo dei capitali che devono essere messi a lavorare. Speriamo che la combinazione dei due fattori, cioè un incremento delle risorse finanziare e un numero maggiore di investitori istituzionali dia luogo anche ad una crescita esponenziale di progetti di qualità e di realtà sulle quali investire.