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Cambia il passo del VC italiano

Redazione di NewsFromThePlatform | 4 ottobre 2018

Prime exit, investimenti costantemente sopra il milione e il radar degli esteri sul Bel Paese. Sono gli elementi che segnano la metamorfosi di un mercato. Le cui dimensioni iniziano a farsi interessanti 

Il venture capital italiano? È una scale up. Iniziano a vedersi numeri importanti, mentre le start up finanziate entrano nel raggio di interesse di aziende e investitori internazionali. E le prime exit, come le nuove raccolte, sono tutte a sei cifre.

A luglio avevamo pronosticato, basandoci sui numeri raccolti da diverse fonti, un cambio di passo in termini di dimensione del mercato (qui), con un obiettivo di mezzo miliardo di euro a fine anno. Una previsione realistica a guardare cosa è successo nell’ultimo trimestre: tra luglio e settembre i round sono stati 20 (che si vanno ad aggiungere ai 31 della prima metà dell’anno), per una raccolta di 64,2 milioni, secondo i calcoli di Startupitalia. Dunque nei nove mesi le startup italiane hanno raccolto 307 milioni. 

Certamente si tratta ancora di una goccia nel mare di quello che accade nel mondo, e anche solo in Europa dove Regno Unito, Francia, Germania, persino Spagna, viaggiano su valori complessivi rispettivamente di 7, 2.8, 2.5 e 1 miliardo di euro (a tanto ammontano gli investimenti in questi Paesi nel 2017 secondo Dealroom.co).

 

L’Europa delle start up vale in tutto più di 19 miliardi: in Italia, invece, Aifi mostra nel 2017 un totale di 133 milioni di investimenti  in early stage. Totale che peraltro si è mantenuto costante negli anni.

Ma che i numeri del 2018 non siano effimeri lo si evince da alcune dinamiche in atto nel settore, che sono del tutto nuove e segnalano che stiamo entrando – finalmente – in una fase di maturità. O, perlomeno, un cambio di passo.

  • I team di Venture Capital hanno lanciato nuovi fondi più capienti dei precedenti, noi stessi lo abbiamo fatto con Programma 102 (che ha un obiettivo di raccolta di 120 milioni). Questa maggiore capacità sta dando i suoi frutti: nei primi sei mesi dell’anno sono state finalizzate 31 operazioni, nel terzo trimestre se ne sono aggiunte ulteriori 20. La disponibilità di maggiori finanze può consentire ai nuovi fondi di operare anche con deal di maggiore dimensione e anche questo rappresenta un cambiamento strutturale che potrebbe generare risultati sorprendenti.
  • Diminuiscono gli investimenti sotto il milione di euro e aumentano quelli plurimilionari. Per esempio, a settembre Satispay ha finalizzato il round di investimento da 15 milioni di euro lanciato a luglio, Altheia ha chiuso un investimento da 9,3 milioni e Credimi un round da 10 milioni. Valgono rispettivamente 2,5 milioni l’investimento erogato a luglio a favore di Velasca, il digital native brand di calzature Made in Italy di alta qualità e 1,5 milioni l’investimento in Wonderflow, società attiva in ambito big data (nonché primo investimento di Programma 102, il nostro secondo fondo di investimento).
  • Abbiamo assistito alle prime exit. Innanzitutto quella di Musement, acquisita dal colosso tedesco TUI. I servizi per scoprire e prenotare tour e attrazioni in tutto il mondo saranno accessibili alla customer base di 20 milioni di viaggiatori del tour operator tedesco. Il Gruppo TUI avrà accesso alla tecnologia, alle competenze avanzate del team digital di Musement e a una vasta offerta di esperienze nelle città di tutto il mondo.
  • Non solo TUI a testimoniare l’ultimo – ma non meno importante – dei fattori di maturazione del mercato del VC italiano. Siamo entrati nel radar degli internazionali. Anche la scale up spagnola ForceManager ha acquisito Sellf, la startup italiana attiva nel mercato delle soluzioni mobile per le reti di vendita. Obiettivo dell’integrazione è dare vita a una piattaforma per il CRM ancora più avanzata che, attraverso la gamification e soluzioni di Intelligenza Artificiale, e grazie a una user experience supportata dal design italiano, possa diventare il punto di riferimento per il mercato.